Wrinkles / Rughe

And sometimes you need to look inside and wander in the hole that swallows each one of your thoughts, to stop and catch your breath. And even if you’re not there yet, even if you haven’t moulded yourself of the desired shape or your wallet isn’t as thick as you wish and even if you often find yourself daydreaming about faraway beaches and coffee for two, it’s not too late. You’ve got time; all the rush you are overwhelmed with from breakfast to bedtime is nothing but melancholic craze you let lay on your chest and steal the space you need for breathing.

Sneak away, let time be lightness, not swiftness, let wrinkles carve the boundaries of your face and the passing of the seasons be the compass leading you closer to a place to call home. And follow the rope you hold in the palm of your hand, even if your feet hurt, even if your knees scrape, even if you find out reality can be uncomfortable, too tight. Follow this tangled thread. And even though it might look a bit twisted and seesawing, it will feel good to realise all you’ve been doing is painting your auto portrait, without making a noise. And don’t weigh time, but surrender to the strike of the crumbs of sand, but not to monotony, to a prefabricated life.

I’m surely not the new messiah who knows how to read the constellations, but go out there and show yourself how good life can be if you take it in your hands and wear it.

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Alle volte c’è bisogno di guardarsi dentro e perdersi un po’ nel buco che si ingoia ogni nostro pensiero, fermarci e prendere fiato. E anche se non sei arrivato, se non ti sei modellato della forma che vuoi o se il portafoglio in tasca non è spesso come vorresti, anche se ti trovi a fantasticare di viaggi su spiagge lontane e caffè per due, non è troppo tardi. C’è tempo, tutta la fretta che ti viene rovesciata nelle orecchie dalla colazione al primo respiro profondo della notte non è che pesantezza che ci lasciamo appoggiare sul petto fino a quando non abbiamo più spazio per respirare.

Scivola via, lascia che il tempo non sia fretta, ma leggerezza, che le rughe scavino i confini del tuo viso e che lo scadere delle stagioni sia una bussola da seguire per avvicinarti al posto da chiamare casa. E segui la corda che stringi nel palmo, anche se i piedi ti fanno male, anche se ti sbucci le ginocchia, anche se ti scontri con una realtà che certi giorni ti sta scomoda, certi troppo stretta. Segui questo filo, e facile che si annoda e si aggroviglia. E anche se alla fine ti sembrerà un po’ storto e ci saranno alcune ammaccature, sarà così bello vedere che in tutto questo tempo altro non hai fatto che dipingere un autoritratto, senza fare rumore. E non pesare il tempo, ma arrenditi allo scoccare dei granelli di sabbia nella clessidra, ma non arrenderti alla monotonia, ai prefabbricati di vita.

E certamente non sono un Messia che può leggere le stelle, ma va lì fuori e mostra a te stesso quanto una vita possa essere bella se la si prende fra le mani e la si indossa.

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