Applause

We are all in the same boat or raft or whatever thing we clutch to in order to stay afloat, but we have to row together to go ahead, because a raft or relationship or whatever thing that ties us together only works if we row together. May those movies of stereotyped sentences catch fire; may those photocopies of ideas taken from unknown famous people be flawed; may our hunger of experiences of people we will never know be fed with something real, something ours, here and now. Because this dreaming of perfect bodies on perfect beaches with perfect fiends but in a ragged life gives me shivers; because this race of who loves more – but only through texts as ‘sorry love, but I have to pick this call and the next one and forever like this, but the dinner was great, thank you father’s wallet’ – is a theatrical play; because the golden watch, the new shoes and the greed to enter the circle of who matters are all an experiment of a sadist toymaker laughing upon our heads.

It is fair to look up to the sky, and may the wind blow your snot away, may this show end, just like this, as happy endings do not always need applauses and tissues soaked in make-up as a contour. Thank you, thank you. If you liked the play do not forget to look for me on Facebook, Instagram, Twitter and all that handful of parallel lives and surreal masks.

The end.

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Siamo tutti nella stessa barca o zattera o qualsiasi cosa a cui ci aggrappiamo per rimanere a galla, ma si va avanti se si rema insieme, che una barca o relazione o qualsiasi cosa che ci lega funziona se si rema insieme. Che brucino le pellicole dei film dalle frasi stereotipate, che siano difettate le fotocopie di idee prese da sconosciuti famosi e che la nostra fame di esperienze come quelle di chi non conosceremo mai venga saziata da qualcosa di reale, da qualcosa di nostro, qui e ora. Che questo sognare di corpi perfetti in spiagge perfette con amici perfetti in una vita di stracci fa venire la pelle d’oca; che questa gara di chi si ama di più – ma solo per messaggio che “scusa amore ma devo rispondere a questa chiamata e alla prossima e così sempre, ma questa cena è ottima, ringrazia il portafoglio di tuo padre” – è un teatro; che l’orologio dorato, le scarpe nuove e l’ingordigia di entrare nel cerchio di chi vale sono un esperimento di un giocattolaio sadico che ride sulle nostre teste.

Alzare gli occhi al cielo vale, magari il vento spazza via quel puzzo sotto al naso che avete fatto vostro, magari questo spettacolo lo finiamo così, che il lieto fine non sempre deve avere come strascico applausi e fazzoletti sporchi di trucco. Grazie, grazie. Se vi è piaciuto ricordate di cercarmi su Facebook, Instagram, Twitter e in tutta quella manciata di vite parallele e maschere surreali.

Fine.

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