a good day

And sometimes it’s valid to lie – well, we always lie to be true – because being honest all the time gets boring. Just like that, to break monotony, to escape. You sink in glasses of fizz, choke in cigarettes and fake laugh. But in the end, what’s wrong with waking up and tapping yourself on the shoulder, smiling at your reflection in the mirror in the morning, ‘today I’m going to run, I’m taking a shower – but a short one as I can’t afford expensive bills -, I’m studying and only having a couple of coffees, just to keep me focused, just until I get things stuck in my head; today is going to be a good day’. And you swallow too many bitter hours sitting at a desk, too many lunches in a rush as ‘I don’t have the time to stop’, too many bland movies ‘essential to be seen to have an opinion nowadays’. So another sip of coffee goes down your throat, another Bukowski quote taken from a random page at the bookshop, another hour spent with bulging eyes in front of a screen, just to give taste to the idea of ourselves you want to give to people passing by, just to seem on the right wavelength.

You know what? Go to the devil to the vegetarian fashion, to the last book with Scandinavian notes and the photos of the night out. Fuck you to the headache after ten hours at the office, to the beach body and to the fifty pounds spent on a dress you will never have the time to wear. And yes, to the habit of recording every single thing you do too, because nobody cares if you’re going for a jog with your dog or if you’re at the lake, in the mountains or in the toilet.

Today is going to be a good day, let me just take a picture of my vegan breakfast before I start to live.

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E alle volte è valido mentire – si mente in continuazione, in realtà – perché a dire sempre la verità ci si annoia. Così, per rompere il tempo, per evadere. Affoghi in bicchieri di bollicine, soffochi in sigarette e risate bugiarde. Ma poi, che male c’è nel nello svegliarti e batterti una mano sulla spalla, sorridere al proprio riflesso la mattina, “oggi corro, mi faccio una doccia – ma di quelle corte che poi la bolletta costa -, studio e mi concedo al massimo due caffè, giusto per rimanere concentrato, giusto finché le cose non mi escono dagli occhi; oggi sarà una buona giornata”. E mandi giù troppe ore amare seduto ad una scrivania, troppi pranzi in fretta che “non ho tempo di fermarmi”, troppi film insipidi che “è essenziale guardare per avere un parere al giorno d’oggi”. Quindi scende un altro sorso di caffè, un’altra citazione di Bukowski presa da una pagina aperta a caso in libreria, un’altra ora con gli occhi sgranati davanti ad uno schermo, giusto per insaporire un po’ l’idea che vuoi dare a chi ci passa accanto per strada, giusto per sembrare sulla giusta lunghezza d’onda.

Sai cosa? Al diavolo la moda vegetariana, l’ultimo libro dal sapore scandinavo e le foto della serata. Vaffanculo al mal di testa dopo dieci ore in ufficio, al corpo da spiaggia e ai cinquanta euro per comprarsi un vestito che mai si avrà il tempo di mettere. E si, che si stermini pure l’abitudine di registrare ogni movimento che si fa, che a nessuno importa se oggi vai a correre con il cane o se sei al lago, in montagna o al bagno.

Si, oggi sarà una buona giornata, devo solo fare una foto a questa mia colazione vegana prima di iniziare a vivere.

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